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N.B.: i miei racconti possono contenere parole in dialetto o in forma dialettale barese: NIENTE PAURA... alla pagina 777 ci sono i sottotitoli... (*◕‿◕*)
La storie che leggerete sono liberamente e parzialmente ispirate a fatti realmente accaduti.
I riferimenti a personaggi, i singoli eventi narrati, i nomi, i dialoghi e i luoghi possono essere frutto della mia fantasia e di esigenze e finalità artistico/narrative.

sabato 1 dicembre 2012

VITA DA SINGLE



1° episodio: Ma dove sono finite le scarpe?

In occasione di un importante Congresso scientifico nazionale, tenutosi quest’anno a Venezia, mia moglie (medico ginecologa) vi ha preso parte, assieme a diversi colleghi pugliesi e anche una sua collega-amica di Barletta, con la quale ha diviso la stanza dell’hotel.

In precedenza mi aveva preparato uno speciale Kit di sopravvivenza alimentare (vista la mia nota avversione a cucinare) e una serie di raccomandazioni: <<Mi raccomando… innaffia le piante, stendi il bucato, rifai il letto…>> e così via, fino a riempire un intero foglio protocollo, di quelli che si usano a scuola per i compiti in classe.

Io che fino a quel momento avevo annuito a ogni sua raccomandazione, nel momento in cui sono tornato a casa, ho ufficialmente iniziato la mia VITA DA SINGLE (per 3 giorni)…

La prima cosa che ho fatto è stata quella di buttare scarpe e calzini dove capitava, camminando scalzo per tutta la casa. In seguito è stata la volta dei pantaloni, finiti, non si sa come, sotto il divano. 

La cravatta è rimasta appesa alla maniglia della porta d’ingresso e le mutande le ho fatte roteare su un dito (come fosse il lazo che TEX WILLER usava durante uno dei tanti rodeo) e sono andate a finire sull’armadio, nella stanza da letto…

Insomma ho messo in pratica quello che il buon GIANNI MORANDI cantava nella splendida canzone che è BANANE E LAMPONE (Ricordate? Giro nudo per la casa…)

Il passo successivo è stato quello di fiondarmi in camera da letto e zompettare sul letto (come facevo da bambino, quando mia madre mi permetteva di non andare a scuola, mentre fingevo di stare male: nel momento in cui lei andava al mercato, smettevo immediatamente di fare il malato, per saltare a più non posso sul lettoneUn giorno fui scoperto e non vi dico).

Ebbene ho fatto come da bambino, con l’aggiunta di ballare a tutto volume una canzone che mi fa letteralmente muovere come un indiavolato (Titanium di DAVID GUETTA ft. SIA)
 
Dopo aver sfogato tutti i miei istinti di danzatore, per circa 40 minuti, mi è venuta fame e lì mi sono improvvisato Chef de Rang… ho indossato il grembiule di VISSANI e ho tirato fuori dal freezer, la busta pronta di PASSATO DI VERDURE che avevo comprato qualche giorno prima e voilà… PRONTO IN TAVOLA.

Insomma questa storia si è ripetuta per tutti e tre i giorni, fino al ritorno a casa di mia moglie (e meno male; avevo esaurito il mio Kit da sopravvivenza alimentare, comprensivo di pizze da riscaldare nel microonde, piadine e similari).

Il grosso problema è stato farle ritrovare la casa in ordine: il letto aveva finalmente tirato un sospiro di sollievo, dopo avermi implorato per 3 giorni di essere sistemato. Ma non riuscivo assolutamente a ritrovare le scarpe… dopo una lunga ricerca, TOM TOM alla mano, sono riuscito a trovarne una nel freezer e l’altra nel microonde.

FINE PRIMO EPISODIO

2° episodio: L’accoglienza all’aeroporto e i complimenti al CASALINGO

Mi ero sentito col marito della sua collega-amica, per metterci d’accordo sull’ora e il luogo più opportuno, per una buona e festosa accoglienza…

All’ora stabilita, ci siamo visti in aeroporto con un discreto anticipo e lui mi ha tirato fuori un enorme cartellone bianco sul quale aveva intenzione di scrivere un testo di benvenuto, come si fa con chi atterra, ma non si conosce…
 
Casualmente, avevo in macchina un grosso pennarello nero e… pensa tu che penso io

Alla fine abbiamo accolto le nostre coniugi con il seguente striscione:<<WELCOME BACK… Le lavatrici vi aspettano>>, facendo ridere tutte le persone presenti e in attesa di salutare i propri cari.

In macchina mia moglie mi ha raccontato tutti i vari aneddoti che si sono verificati prima, durante e dopo il Congresso, le varie cene, lo shopping, ecc.…


Giunti a casa, mi ha fatto i complimenti per come l’aveva trovata pulita e profumata (tutto in ordine, mentre fino a mezz’ora prima era un BAZAR, che non aveva nulla da invidiare a quello della Medina di Tunisi).

Evvai... Mi ha detto sono un perfetto CASALINGO